Lavoro in SMART WORKING: ecco le soft skills che servono oggi:

dalla Virtual Leadership al Digital Selling e Digital Team Management.

 

“Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento” – Proverbio cinese

Il XXI secolo ci ha messo tutti davanti a una sfida che neppure lontanamente avevamo prefigurato nelle nostre menti e abbiamo avuto la necessità di modificare le nostre abitudini in una maniera brusca e repentina.

Ora che ci troviamo nella ripartenza non possiamo far finta che quel passaggio non sia avvenuto, al contrario possiamo e dobbiamo ridefinire modi di pensare, fare, essere.

Tra le altre, una grande opportunità che ha bussato alle nostre porte è quella del lavoro in Smart Working. È senza dubbio arrivato il momento di costruire mulini a vento e darci la possibilità di cambiare le nostre vite e quelle degli altri.

Come cambiano le nostre vite con il lavoro agile

Lo smart working, che era piuttosto teorico nel nostro paese e poco preso in considerazione, oggi diviene per i nostri sistemi una opportunità che influenza non solo il lavoro e le nostre vite private e relazionali, ma anche ambiente, mindset e cultura.

L’essere flessibili e lavorare in modo più intelligente è l’aspetto centrale della metamorfosi delle imprese e non soltanto una pratica estremizzata da prendere in considerazione in caso di urgenza ed emergenza, come quella che abbiamo vissuto.

Il lavoro smart deve assolutamente essere parte integrante di una strategia di business orientata ai risultati, basata su un rapporto di fiducia con i propri collaboratori lontani dalla scrivania, al fine di aumentare benessere e produttività.

Allo stesso modo, si rende necessario affrontare degli investimenti che permettano di superare le barriere spazio/temporali, ma anche investire su una formazione orientata all’apprendimento delle Digital Soft Skills.

 Lavoro in SMART WORKING: le Digital Soft Skills principali:

  • Per coloro che occupano posizioni di responsabilità, si rende necessario essere Virtual Leader, ovvero avere la capacità di essere autorevoli, creare engagement e monitorare il proprio business grazie agli strumenti tecnologici;
  • La Virtual communication, va sviluppata al fine di aumentare la capacità di gestire relazioni e le comunicazioni sui canali digitali, sia in modalità one-to-one che one-to-many;
  • La Digital Team Working servirà per lavorare in modo produttivo tra colleghi e prendere parte ad un team anche da remoto;
  • Infine, altrettanto centrale è la Digital Selling, ovvero la capacità di utilizzare la rete come canale di vendita.

Lo sviluppo tecnologico, lo sviluppo delle reti internet, la crescita esponenziale di supporti come smartphone/pc/tablet e modelli di archiviazione cloud hanno permesso di lavorare in modalità più smart e senza vincoli di una postazione fisica fissa per chiunque, impattando in modo considerevole su relazioni di lavoro, luoghi di lavoro, fidelizzazione dei clienti, work-life balance e ambiente.

Vi accennavo del cambio culturale, perché se è vero che la tecnologia e il rinnovamento dei sistemi diviene fondamentale, non da meno è l’aspetto che ha a che fare con la modalità che coinvolge persone processi di lavoro.

Quello che oggi gli osservatori sul tema ci dicono, è che tutto questo cambiamento porterà ad un maggior benessere organizzativo e ad un aumento di produttività e qualità del lavoro. Dunque il lavoro in smart working risulta essere una pratica maggiormente produttiva rispetto modalità tradizionali.

Un’ulteriore considerazione è il vantaggio per l’ambiente: evitando spostamenti quotidiani di casa-lavoro si potrebbero risparmiare 214 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, non da meno sarebbe, dunque, iniziare a lavorare sulla responsabilità sociale delle imprese.

Come si traduce tutto questo?

È appurato che tutte le parti ne traggano un vantaggio considerevole.

In prima persona e in una prossima puntata, vi racconterò della mia esperienza di lavoro in Smart Working e della storia di chi, in presenza, invece, non ha lavorato mai e può raccontarci tutte le sfumature positive e felici che ancora non riusciamo con dati e numeri a raccontare.

Il filo conduttore “umano” consistente che mi colpisce è la fiducia, lo smart working e i principi su cui si basa una metodologia agile effettivamente si basano proprio su:

  • le persone e le interazioni sono più importanti dei processi e degli strumenti;
  • è più importante avere software funzionante che documentazione;
  • bisogna collaborare con i clienti oltre che rispettare il contratto;
  • bisogna essere pronti a rispondere ai cambiamenti oltre che aderire alla pianificazione.

In sostanza, lo smart working mette le persone al centro!       

Vuoi saperne di più? Guarda qui il video della nostra Coach Valentina Peccia           

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