Come diventare leader:

consigli pratici che aiuteranno nel lavoro quotidiano te, il tuo staff e la tua azienda.

 

Cosa significa essere Leader.

Il concetto della Leadership, per chi non lo conosce, può essere difficile da comprendere. Per spiegare in poche parole cosa vuol dire essere leader, basta semplicemente affermare che un leader è una guida salda: per un gruppo di lavoro, per un’azienda, ma anche per un gruppo di amici o per una famiglia. Capiamo adesso come diventare leader…

La differenza tra leader e capo.

Una volta affermato che un leader è colui che si pone alla guida di un insieme di persone va però specificato con quali modalità e secondo quali principi va a farlo. Sicuramente per un buon leader sarà importante saper ricreare con i suoi collaboratori un clima di armonia, stima ed affiatamento per poter generare un brainstorming positivo tra le varie menti dal quale far poi scaturire idee geniali ed innovative. Non tutti i leader sono però in grado di ottemperare a tali requisiti, dimenticando completamente le regole della buona comunicazione, della lealtà e della fiducia…è lì che ci troviamo di fronte alle figure di capo. Vediamo allora nel dettaglio le sostanziali differenza tra i due:

  • Il capo dice IO, il leader dice NOI;
  • Il capo sa come si fa, il leader spiega come si fa;
  • Il capo fa paura, il leader genera entusiasmo;
  • Il capo dirige, il leader istruisce;
  • Il capo si serve delle persone, il leader le “sviluppa”;
  • Il capo comanda, il leader domanda;
  • Il capo dice FALLO, il leader dice FACCIAMOLO.

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Come diventare leader: le 10 caratteristiche 

Ma quali sono allora gli elementi che ci consentono di riconoscere un buon leader?

Ecco l’elenco dettagliato di quelle che potremmo definire delle perfette LEADER SKILLS:

  • Il CARISMA: un buon leader è colui che sa creare attorno a se consenso e partecipazione;
  • La PASSIONE: un buon leader è colui che nell’affrontare le difficoltà, nell’inseguire gli obiettivi e nel sostenere la sua forza creativa sfrutta il potere della sua passione;
  • La COMUNICAZIONE: un buon leader è colui che conosce le regole del dialogo, le modalità di trasferimento dei contenuti e l’importanza dell’ascolto;
  • La POSITIVITA’: un buon leader è colui che trasmette “energie positive” al suo team di lavoro;
  • Il CORAGGIO: un buon leader è colui che con giudizio si assume la responsabilità delle decisioni più difficili;
  • La GENEROSITA’: un buon leader è colui che non raccoglie le competenze solo per se stesso bensì per “equipaggiare” e dare valore agli altri;
  • La COMPETENZA: un buon leader è colui che mostra di avere le capacità uniche e necessarie per guidare il gruppo;
  • L’ASCOLTO: un buon leader è colui che prende in considerazione il punto di vista del suo collaboratore prima di procedere;
  • La RESPONSABILITA’: un buon leader è colui che sa trasformare obiettivi in risultati;
  • La VISIONE: un buon leader è colui che ha ben chiaro l’obiettivo ed i passi da compiere.

Leader si nasce o possiamo diventarlo?

La scienza dice che circa il 30% del futuro di un leader è scritto nel suo patrimonio genetico. Quello che non va sottovalutato è la modalità con la quale il suddetto leader agisce sul restante 70%. Un qualsiasi individuo infatti, pur nascendo con accese potenzialità di leadership, è destinato ad andare incontro al fallimento se non lavora pro attivamente per mantenere vive quelle risorse.  In ogni caso la leadership, qualora non si nasca “predestinati”, si può imparare sul campo facendo ricorso ad una buona dose di formazione e ad un coaching dedicato, mirato al potenziamento delle proprie skills.

Diversi stili di leadership.

Ogni leader adotta un proprio stile per entrare in relazione con il proprio gruppo di riferimento. Secondo la psicologia è il carattere di una persona a determinarne la tipologia di leadership. Una persona ambiziosa e rigorosa ad esempio, deciderà di adottare uno stile manageriale improntato all’ innovazione, spingendo il suo team a battere la concorrenza attraverso la crescita rapida; una persona naturalmente curiosa, invece, dimostrerà alti livelli di empatia e andrà ad instaurare con il team rapporti personali intensi e profondi, in grado di motivare sinceramente e di stabilire un clima coinvolgente.

Per capire ancor meglio le differenze facciamo alcuni esempi:

Il Mahatma Gandhi: ricordevole per la sua capacità di ascolto, la sua tenacia e la sua passione;

Martin Luther King: unico nel suo coraggio e nella sua positività;

Steve Jobs: perfetta guida in termini di competenza e carisma, con una perfetta visione del piano;

Madre Teresa di Calcutta: atipica per le sue doti comunicative e per la responsabilità della sua missione.

Conclusioni: come diventare un leader di successo

Ad ognuno di noi è data dunque la possibilità di imparare ad essere una guida al servizio degli altri. L’elemento che però ci permetterà di fare la differenza è uno solo, il saper essere prima di tutto LEADER di NOI STESSI!

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