PUBLIC SPEAKING: come comunicare con i dipendenti.

PUBLIC SPEAKING: come comunicare con i dipendenti.

Tecniche di PUBLIC SPEAKING:

Come comunicare con i propri dipendenti.

 

Il PUBLIC SPEAKING oggi…

Cosa intendiamo quando parliamo di PUBLIC SPEAKING?

Nel nostro secolo, in ogni grande o piccola azienda, il vero e duro lavoro è quello di lavorare insieme agli altri. Siamo animali sociali, ci dice la letteratura, e l’esperienza a volte ci dice che siamo “animali ineducati”. Eh già, si tratta proprio di educazione, di allenamento, e la sfida più grande che l’imprenditore deve affrontare oggi è saper allenare i propri collaboratori.

Il leader di oggi deve superare la vecchia concezione del “io sono il capo e si fa come dico io” – definita altrove come AUTORITARISMO – e imparare a muoversi verso l’AUTOREVOLEZZA, quella bellissima capacità di farsi seguire e di sostenere e stimolare la partecipazione dell’altro in maniera attiva.

 

Il PUBLIC SPEAKING per crescere insieme…

Non si tratta solo di far fare agli altri quello che vogliamo, è in realtà la vera soluzione per un’azienda che desidera crescere nel tempo. Saper comunicare ai collaboratori cose piacevoli o spiacevoli, porta sempre ad una crescita, se nel tempo si è investito su una relazione professionale di qualità.

Saper dare feedback è una scienza che permette di costruire ruoli e responsabilità con grande lungimiranza. È il prerequisito che ogni leader dovrebbe avere in quanto non è mai meramente punitivo o gratificante, ma sempre volto al miglioramento di chi lo riceve. Il feedback è inoltre sempre COSTRUTTIVO, orientato al futuro e volto a studiare l’errore (per evitarlo) o all’eccellenza (per riprodurla).

 

Capiamo allora quali sono le caratteristiche di un LEADER che sa fare buon uso della tecnica del PUBLIC SPEAKING:

  1. La prima capacità che il titolare deve sviluppare è saper parlare in pubblico, che sia una vasta platea, il suo team o una persona sola. Spesso ascoltiamo frasi come “l’ho ripetuto mille volte” o “non ascoltano”, ma l’arte oratoria, se ben praticata, ci libera da questi alibi e ci avvicina al successo. Molto spesso le persone non ascoltano perché si annoiano o credono di sapere: un buon comunicatore è colui che prima di dire ascolta. La buona comunicazione consiste infatti nel “saper rispondere” e non nel “saper dire”. Prima di “scoccare la sua freccia” ha visto, ha sentito, ha ascoltato l’altro ed ha fatto un’attenta valutazione delle sue parole.
  2. La seconda capacità che il titolare deve allenare è saper costruire un messaggio che abbia un buon “decollo”, un piacevole “volo” ed un sicuro “atterraggio”. Quando si parla con i propri collaboratori, non c’è modo migliore che quello di costruire una buona premessa, capace di specificare il senso della comunicazione che si sta per fare. Una volta introdotto l’argomento del proprio discorso, si può entrare nel vivo delle comunicazioni e aprire un vero e proprio confronto sulle tematiche trattate – stando ben attenti a mantenere vivo il coinvolgimento.  Infine, una volta terminato il confronto, si può ricapitolare per punti (massimo 3/5), i passaggi fatti.
  3. La terza capacità che il titolare deve coltivare è saper fare un buon MIND MAPPING, per tenere insieme tutto ciò che andrà a dire e allo stesso tempo rimanere flessibile nel modificare la presentazione in virtù dell’attenzione degli altri. Sarà inoltre necessario non improvvisarsi in riunioni da 5 minuti o in prolissi monologhi da un’ora; le comunicazioni, così come le riunioni, andranno preparate.  Solo un’accurata preparazione permetterà un’ottima improvvisazione.

 

Se ti abbiamo incuriosito/a e desideri conoscere qualche dettaglio in più sul PUBLIC SPEAKING, ti consigliamo il nostro percorso “STAR: Speak To All Realms”. Oppure, scrivi a info@cieffeconsulting.com per farci qualche domanda in più!